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SCIFOPSI Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia

Contatti

SEDE E DIREZIONE:
Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia
Via Laura, 48 - 50121 Firenze
Centralino: +39 0552756101 l fax: 055-2756134

e-mail: segr-dipscifopsi.unifi.it l posta certificata: scifopsipec.unifi.it  

Sala meeting Altana, Convento della Crocetta - via Laura, 48

  
Storia dell'edificio

 

Il convento della Crocetta, come molti altri conventi fiorentini, ha avuto una storia lunga e travagliata. Fu fondato nel 1511 da Suor Domenica Narducci, detta del Paradiso, dal nome della contrada della periferia fiorentina dove nacque nel 1473. Il padre infatti faceva il contadino presso le terre del convento di S. Maria Brigida al Paradiso che Domenica frequentò dal 1495 al 1497, indossandone l'abito, per poi esserne allontanata a causa delle simpatie savonaroliane.

A fine secolo Suor Domenica si trasferì a Firenze e nel 1505 prese gli abiti da terziaria domenicana, poi, dopo esser stata per alcuni anni sotto la direzione dei domenicani di S. Marco, acquistò nel 1511 un casolare in via Laura dove si trasferì con le figlie spirituali che aveva raccolto intorno a sé fin dai tempi dell'esperienza brigidina. Grazie alla protezione del vescovo di Firenze, Cosimo de' Pazzi, suor Domenica cominciò a edificare sui terreni di via Laura il convento domenicano che fu finito nel 1519 e fu denominato della Crocetta. Scomparsa la fondatrice, nel 1553, il convento continuò la sua attività e fu poi ampliato e ristrutturato nel 1621 per opera dell'architetto Giulio Parigi in occasione dei lavori di costruzione dell'attiguo Palazzo della Crocetta, progettato anch'esso dal celebre architetto come residenza di Maria Maddalena dei Medici e collegato appunto con via Laura da un cavalcavia - tutt'oggi esistente - per permettere alla principessa di frequentar il convento senza scendere in strada per ragioni di rango ma - pare - anche fisiche.

La vita del convento della Crocetta pare anche che si sia svolta a lungo tranquillamente, superando indenne le soppressioni e le conversioni in conservatori volute da Pietro Leopoldo per molti conventi fiorentini nella seconda metà del Settecento. Con l'arrivo di Napoleone anche per la Crocetta la situazione mutò: nel 1808 fu soppresso e passato al Demanio dello Stato che lo affittò per nove anni all'amministrazione dei Diritti Riuniti. Parrebbe che il convento fosse stato poi ripristinato nel 1816 in seguito al ritorno a Firenze, dopo la Restaurazione, di Ferdinando III il quale dovette impegnarsi in una difficile opera di mediazione con la Santa Sede che avrebbe voluto la restituzione delle confische napoleoniche.

Di fatto però l'edificio di via Laura passò sotto il controllo del Governo italiano nel 1861, in virtù della legge post-unitaria che accordava al governo la facoltà di occupare per ragioni di pubblico servizio le case delle corporazioni religiose. Fin dalla dominazione napoleonica infatti l'esigenza di edifici in città per installarci servizi di pubblica utilità si fece man mano più pressante diventando esplosiva con lo spostamento della capitale del Regno a Firenze.

Dopo l'approvazione della legge del 1866 relativa alla soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose anche il convento della Crocetta fu soppresso e adibito a sede della Corte dei Conti. Circa dieci anni dopo, i locali della Crocetta furono concessi invece dal Demanio all'Istituto di Scienze Sociali "Cesare Alfieri", avviato da Carlo Alfieri di Sostegno nel 1875, sede che l'Istituto (trasformato in Università libera nell'aprile del 1925) occuperà a lungo, con una sola breve interruzione negli anni della Grande Guerra in cui nell'edificio fu allestito un ospedale militare.

La struttura ospitò poi per pochi anni, insieme a Scienze politiche, la Facoltà di Economia e Commercio mentre a partire dal secondo dopoguerra in via Laura trovò spazio invece Giurisprudenza. L'ex convento fu poi sottoposto a nuovi lavori strutturali fra il 1949 il 1956 su progetto dell'architetto Nello Baroni proprio per meglio ospitare la Facoltà di Scienze Politiche e quella di Giurisprudenza, le cui frequenze erano nel tempo cresciute, le quali sono rimaste in via Laura fino al recente trasferimento al Polo di Scienze Sociali di Novoli. La struttura, fra il 2008 e il 2009, è stata nuovamente ripensata e interamente ristrutturata per diventare la nuova sede della Facoltà di Scienze della Formazione.

 

Dove siamo
 





SEZIONE DI PSICOLOGIA:
Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia
Sezione di Psicologia
Via di San Salvi, 12 - Padiglione 26 - 50135 Firenze
Centralino: +39 055-2755000  l  fax 055-2756134
e-mail: segr-dipscifopsi.unifi.it l posta certificata: scifopsipec.unifi.it

Padiglione 26, facciata d'ingresso - via di San Salvi, 12

 

Storia dell'edificio

La collocazione della Sezione di Psicologia del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia si trova nel Padiglione 26 dell’Area di San Salvi, un tempo direzione dell’ospedale psichiatrico fino alla legge Basaglia del 1978, dove trovano spazio laboratori, aule di studio, stanze per i docenti, sala di lettura e deposito della Biblioteca di Psicologia. Nel padiglione è collocato lo storico fondo librario “Vincenzo Chiarugi”.

 

L’inaugurazione ufficiale dell’Ospedale psichiatrico risale al 1891 (trasferito dall’ O.P. San Bonifazio di San Gallo), e fu intitolato al grande medico innovatore Vincenzo Chiarugi, figura di primo piano nell’ambito della psichiatria fra Settecento e Ottocento. L’ospedale di San Salvi, progettato per rispondere alle tendenze che emergevano nella psichiatria del tempo, sostituiva le storiche, ma ormai inadeguate strutture fiorentine. Il progetto nacque da una stretta interazione fra il progettista Giorgio Roster e gli psichiatri Tamburini, Grilli, Pellizzari: ne derivò una struttura a villaggio, costituita cioè da vari padiglioni. Gli edifici dell’ospedale furono distribuiti all’interno di un ellisse: sull’asse maggiore, a ovest, si trovavano le strutture mediche maschili, a est quelle femminili. Le due strutture erano collegate da corridoi terrazzati e gallerie sotterranee. I pazienti erano ospitati nei seguenti padiglioni: Tranquilli; Infermi e Paralitici; Semiagitati, Sudici ed Epilettici; Agitati; Pensionario; Sezione Piccoli Paganti. I servizi di amministrazione (direzione), gestione e funzionamento (cucina, lavanderia, generatore dei vapori) e di culto (come la chiesa) furono ubicati sull’asse minore dell’ellisse. Attorno agli edifici fu creato un grande parco, 32 ettari per 20 padiglioni. Nel 1895 fu realizzato il laboratorio scientifico. Dal gennaio del 1918 fu qui ricoverato il grande poeta Dino Campana, che vi rimase per ben quattordici anni.

Due affermati fotografi italiani, Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, nel 1968 documentarono in un agghiacciante reportage fotografico la situazione di San Salvi al tempo dell’Ospedale Psichiatrico, ‘immagini dure di donne e uomini prigionieri, incarcerati, legati, puniti, umiliati, ridotti a sofferenza e bisogno’.

 

Fino al 31 dicembre 2012 il Padiglione 26 ospitava il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, che vanta una storia illustre: discende, infatti, dal Laboratorio di Psicologia Sperimentale, fondato presso il Regio Istituto di Studi Superiori nel 1903 da Francesco De Sarlo e considerato il primo importante centro italiano in questo campo.

Attualmente nella struttura della Sezione di Psicologia si fa prevalentemente attività di ricerca, ospita infatti diversi laboratori specializzati nelle varie aree della psicologia, dalle neuroscienze cognitive alla psicologia dello sviluppo, dalla psicologia sociale e del lavoro alla psicologia dinamica e clinica e alla psicopatologia.
Si tengono, inoltre, le lezioni dei Master e dei Corsi di Perfezionamento.

L’area di San Salvi è a poca distanza dal complesso di via della Torretta dove si svolgono le attività didattiche della Scuola di Psicologia e dove si trova anche la presidenza.

 
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ultimo aggiornamento: 03-Mar-2017
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