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SCIFOPSI Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia

Libri 2006

G. Bonaiuti ( a cura di), E-learning 2.0, Il futuro dell'apprendimento in rete tra formale e informale, Erickson, TrentoG. Bonaiuti (a cura di), E-learning 2.0, Il futuro dell'apprendimento in rete tra formale e informale, Erickson, Trento, 2006

Il libro mette in evidenza i limiti dell’approccio fino ad oggi seguito da gran parte delle esperienze di e-learning, prospettando lo scenario di un e-learning di «seconda generazione» teso all’integrazione tra le metodologie di e-learning formal e informal.

Si inserisce nell’ampia riflessione che, nel mondo del Web, va sotto il nome di «Web 2.0» e che valorizza la dimensione sociale della rete vista come un prodotto della collaborazione di tutti i suoi fruitori/costruttori.

Il testo è corredato di schede di approfondimento, con numerose segnalazioni di esempi e link, e di un glossario.

 A. Calvani (a cura di), Scuola, Tecnologia, processi cognitivi, Franco Angeli, MilanoA.Calvani, (a cura di), Scuola, Tecnologia, processi cognitivi, Franco Angeli, 2006.

Il lavoro affronta un'analisi utile per attuare una strategia criticamente fondata di impiego delle tecnologie in ambito educativo. Come si allestisce "un ambiente tecnologico per apprendere" e quali ne sono le pregiudiziali cognitive? Come si costruisce una rete didattica in via informatica e quali sono le operazioni epistemiche, sociali e tecniche che ne garantiscono l'efficacia e la correttezza? Che senso e quali possibilità ha una conoscenza-azione on line? Queste sono alcune delle domande cui nel volume gli autori cercano di dare una risposta, tenendo presente la novità degli argomenti e l'interesse che essi stanno suscitando nella cultura formativa della scuola e dell'azienda.

Il testo si articola in due parti, una relativa all'apprendimento con le tecnologie e l'altra relativa all'uso delle reti per l'innovazione. Nella prima parte Calvani analizza il rapporto tecnologia e scuola secondo alcune chiavi interpretative attuali e individua un punto d'incontro rilevante nel rapporto tra tecnologie, processi cognitivi e key competencies; Landriscina richiama l'attenzione sulla criticità/potenzialità rappresentata dal "carico cognitivo", riflettendo in particolare sui contributi provenienti dalla teoria del carico cognitivo e dalla teoria generativa dell'apprendimento multimediale. Nella seconda parte Tanoni presenta un quadro critico e storico delle esperienze relative alle "reti didattiche"; Calvani tratta della ricerca-azione on line in quanto metodologia impiegabile per l'innovazione didattica e per la produzione di sapere didattico "ragionevolmente affidabile".

E. Catarsi, F. Bacchetti (a cura di), I «Tusitala». Scrittori italiani contemporanei di letteratura giovanile, Edizioni del Cerro, TirreniaE. CatarsiF. Bacchetti (a cura di), I «Tusitala». Scrittori italiani contemporanei di letteratura giovanile, Edizioni del Cerro, Tirrenia (PI), 2006, p. 292.

La letteratura per i bambini ed i ragazzi del nostro paese ha avuto storicamente una finalità didascalica e di educazione ai buoni sentimenti. Solo recentemente abbiamo assistito ad una inversione di rotta, che ha portato alla produzione di storie scritte unicamente con lo scopo di divertire i ragazzi e di avvicinarli al mondo reale e alle emozioni che esso suscita.

Il libro è dedicato ad un gruppo di «Tusitala» (colui che racconta) che propongono letture molto stimolanti per i bambini e i ragazzi. L’intento è infatti quello di far conoscere questi scrittori (Bianca Pitzorno, Donatella Ziliotto, Beatrice Solinas Donghi, Roberto Piumini, Guido Quarzo, Giusi Quarenghi, Angela Nanetti, Angelo Petrosino, Silvana Gandolfi, Andrea Molesini, Pier Mario Fasanotti e Donatella Bindi Mondani) al vasto mondo degli insegnanti della scuola elementare e media, oltre che ai bibliotecari che ancora non li conoscessero, in maniera che possano sempre più coinvolgere i ragazzi nel “piacere della lettura”. 

 E. Catarsi (a cura di), Autobiografie scolastiche e scelta universitaria, Firenze University Press, FirenzeE. Catarsi (a cura di), Autobiografie scolastiche e scelta universitaria, Firenze University Press, Firenze, 2006, p. 120.

Le trasformazioni della nostra società pongono le professioni educative di fronte all’esigenza di acquisire nuove competenze che permettano di rispondere ai bisogni di una realtà complessa e in costante evoluzione. Per tale ragione il Corso di Laurea in Educatore Professionale in questi ultimi anni ha cambiato e sta cambiando volto, nell’intento di farsi “luogo di formazione a tutto tondo” capace di unire armonicamente in sé dimensione teorica e pratica.

Il volume cerca appunto di dar conto di tali cambiamenti dando voce, nello specifico, agli studenti iscritti al primo anno del Corso di Laurea in Educatore Professionale di Firenze, nel tentativo di fornire una fotografia di questo universo giovanile tramite la discussione dei dati emersi da un questionario e  l’analisi di alcune autobiografie scolastiche scritte dagli studenti stessi.

L’obiettivo vuole essere quello di capire quale sia la realtà dalla quale i nostri iscritti provengono, quale sia stato il loro rapporto con la scuola e con i docenti, quali aspettative nutrano nei confronti del mondo accademico e del proprio futuro lavorativo e personale. Il testo si rivolge dunque agli insegnanti della scuola secondaria, ai docenti universitari, agli educatori stessi, nonché a tutti coloro che in veste diversa si occupano di adolescenza e di età giovanile.

 E. Catarsi, dal nido E. Catarsi, Dal nido “educativo” al nido “ecologico”. 25 anni di asilo nido a Castelfiorentino, Edizioni Junior, Azzano San Paolo (BG), 2006, p. 160.

La realizzazione di questo volume prende avvio dal 25° anno di vita dell’asilo nido “Panda” di Castelfiorentino. Il testo, ripercorrendo la storia passata, coglie l’occasione per riflettere sul presente e il futuro del servizio, infatti, oltre a rappresentare una vera e propria testimonianza delle varie attività e dei progetti svolti con entusiasmo e impegno da tutti coloro che hanno lavorato e collaborato con il nido, si pone come momento di riflessione su alcuni aspetti teorici.

Il titolo del libro riassume brevemente ma in maniera chiara ed efficace la storia dell’esperienza castellana. Nel 1981, in occasione dell’apertura del servizio, si svolge a Castelfiorentino un convegno nazionale dal titolo “Un nido educativo”: tale momento rappresenta l’inizio di un nuovo percorso che tende a sottolineare il valore educativo del nido rivolto sia ai bambini che alle famiglie, abbandonando così la semplice e riduttiva funzione di tipo assistenziale. La prospettiva educativa, infatti, rappresenta  il punto di partenza che nel tempo ha alimentato e sviluppato un nuovo sistema di riferimento del nido: quello ecologico.

L’esperienza di Castelfiorentino rappresenta uno dei tanti esempi che costituiscono il panorama dei servizi per l’infanzia del nostro paese, pertanto dovrebbe attivare e stimolare dimensioni di scambio e confronto con altre realtà presenti sul territori. Il volume, quindi, si presenta come utile lettura per le educatrici degli asili nido e per tutti coloro che hanno a che fare con i servizi per l’infanzia.

 A. Mariani, Elementi di filosofia dell'educazione, Carocci, RomaA. Mariani, Elementi di filosofia dell'educazione, Carocci, Roma, 2006.

Il volume ha il duplice scopo di riflettere attorno allo statuto epistemologico della filosofia dell'educazione e di interpretarne gli itinerari e gli ambiti, le forme e le strutture.

Attraverso un attento esame dell'identità e delle funzioni della filosofia dell'educazione, in un'ottica analitica e critica, il testo affronta una serie di nodi centrali, cruciali nell'ambito del discorso pedagogico, così come esso viene a delinearsi nell'attuale fase storico-culturale: il compito della metateoria nel pedagogico, la custodia dell'"anthropos", il "circolo virtuoso" fra teoria riflessiva e problemi educativi (aperti), il ruolo della filosofia dell'educazione per la formazione degli educatori e dei pedagogisti.

 M. Ranieri, Formazione e cyberspazio, ETS, PisaM. Ranieri, Formazione e cyberspazio, ETS, Pisa, 2006

Lo sviluppo del cyberspazio prefigura oggi nuove sfide per la ricerca educativa su aspetti e dimensioni che acquisteranno verosimilmente un’importanza crescente nel prossimo futuro. La prima riguarda la questione dell’accesso alle risorse tecnologiche e informative e le nuove forme di marginalità, i nuovi gap culturali, cognitivi e sociali che essa produce.

La seconda discende dalle criticità generate dal cosiddetto “diluvio informazionale”, al quale la digitalizzazione dell’informazione ha dato in questi anni un impulso notevole. Quali stili di pensiero e formae mentis andrebbero promosse per favorire un uso critico, creativo e consapevole dell’enorme quantità di informazioni disponibili nel web? La terza infine tocca uno degli scenari più promettenti che l’interconnessione globale dei computer ha reso possibile.

Il cyberspazio si presenta infatti come “luogo” propizio allo sviluppo dell’‘intelligenza collettiva’, lasciando intravedere opportunità che andrebbero quanto prima intercettate. Come favorire la costruzione collaborativa di conoscenza? Quali competenze appaiono necessarie per apprendere e collaborare in rete?

Il volume affronta questi interrogativi, sollecitando così una riflessione che, in ultima analisi, investe il senso stesso delle istituzioni formative nel secolo della rivoluzione digitale.

 C. Silva, A. Fattizzo, I luoghi dell'intercultura, Edizioni del Cerro, PisaC. Silva, A. Fattizzo, I luoghi dell'intercultura, Pisa, Edizioni Del Cerro, 2006

Il filo conduttore che lega i saggi raccolti nel volume è il tema della relazione in contesti educativi scolastici, intesa non solo come strumento per facilitare il processo di apprendimenti di tutti gli allievi, ma anche come modalità per favorire il rapporto tra autoctoni e immigrati.

La scuola, infatti, è oggi chiamata ad accogliere un numero sempre maggiore di allievi stranieri. Essa è diventata luogo principale dove sperimentare modelli di relazione inediti.

L’idea di fondo che anima la riflessione degli autori vede nella disponibilità alla relazione da parte dei docenti l’elemento indispensabile per la promozione di rapporti autenticamente interculturali.

Il volume è rivolto a insegnanti, mediatori culturali, facilitatori linguistici, docenti e studenti dei Corsi di laurea in Scienze della formazione  e, più in generale, al vasto pubblico di quanti operano in contesti multicultura

 L. Trisciuzzi, T. Zappaterra, L. Bichi, Tenersi per mano: Disabilità e formazione del sé nell'autobiografia, Firenze University Press, FirenzeL. Trisciuzzi, T. Zappaterra, L. Bichi, Tenersi per mano. Disabilità e formazione del sé nell’autobiografia, Firenze University Press, Firenze, 2006

La narrazione autobiografica è divenuta di recente oggetto di studio peculiare. Il presente volume utilizza il dispositivo autobiografico nella sua valenza formativa sia nel processo di costruzione del sé attraverso la narrazione dell’infanzia, sia nella formazione dell’ identità in soggetti disabili, sia come strumento nell’analisi del rapporto genitori-figli con handicap. Attraverso i percorsi autobiografici presenti nel testo a titolo di exempla, la narrazione si qualifica come strumento formativo sia per il soggetto narrante, sia per il lettore.

Infatti, mentre per il narratore la scrittura assume un importante ruolo catartico, per il lettore diventa mezzo per consolidare le competenze professionali volte ad accompagnare i soggetti in formazione, disabili e non, nella costruzione di un progetto di vita.

 S. Ulivieri (a cura di), La Formazione della Dirigenza scolastica, ETS, PisaS. Ulivieri (a cura di), La Formazione della Dirigenza scolastica, ETS, Pisa

La vita della scuola negli ultimi anni si è andata profondamente trasformando, sia per la riforma di orientamenti e programmi di istruzione, sia per i diffusi processi di sperimentazione, sia per l’introduzione del principio dell’autonomia e quindi di metodi più democratici di gestione. L’intera struttura del nostro sistema scolastico è passato da una organizzazione centralizzata ad una decentrata, o meglio policentrica. All’interno di queste complesse trasformazioni, cambiano profondamente anche le funzioni del Capo d’Istituto.

Il Dirigente Scolastico è chiamato oggi a svolgere un ruolo di leader democratico, di coordinamento organizzativo e di mediatore di esigenze diverse. Lavorare nella scuola e in campo educazionale come Dirigente significa recepire ed utilizzare nella prassi quotidiana diverse competenze, da quelle professionali ain senso lato, giuridiche e amministrative, ma anche manageriali e finanziarie, a quelle più formative, didattiche e psicologico-relazionali, a quelle socio-economiche relative ad un determinato territorio, le quali richiedono nuovi rapporti di progettazione, di comunicazione, con enti e istituzioni pubbliche e private, con il sistema produttivo, con il mondo dell’associazionismo e dello sport, ma soprattutto con le famiglie e con i giovani che della scuola, non va dimenticato, sono i soggetti principali.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ultimo aggiornamento: 16-Apr-2013
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